Meta description: La maggior parte dei parrucchieri decide i prezzi guardando il concorrente. Ecco perché è l'errore più costoso che puoi fare e come costruire un listino che ti faccia guadagnare davvero.

Come costruire un listino prezzi per il tuo salone

C’è un esercizio che faccio fare a ogni titolare di salone che viene da noi per la prima volta.

Gli chiedo: “Quanto ti costa davvero un servizio di colore completo?”

Non quanto lo fai pagare alla cliente. Quanto costa a te mettendo tutto dentro: prodotto, tempo della collaboratrice, contributi, affitto proporzionato, bollette, tasse.

Su decine di titolari con cui ho fatto questo esercizio, sai quanti sapevano rispondere con un numero preciso?

Praticamente nessuno.

E qui sta il problema. Perché se non sai quanto ti costa un servizio, come fai a decidere quanto farlo pagare? La risposta è che lo decidi nell’unico modo che conosci: guardi quanto chiede il parrucchiere dall’altra parte della strada e ti metti lì intorno. Un po’ di più se ti senti bravo, un po’ di meno se hai paura di perdere clienti. A sensazione.

Il risultato è che il tuo listino prezzi non è uno strumento di gestione del salone. È una fotocopia di quello del concorrente, che a sua volta è una fotocopia di quello del concorrente successivo, che a sua volta ha fatto i prezzi copiando qualcun altro. Una catena infinita di prezzi inventati che non hanno nessun rapporto con i costi reali di nessuno dei saloni coinvolti.

E poi ti stupisci che a fine mese non ti restano soldi.

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Il conto che nessuno ti ha mai insegnato a fare

Prendiamo un esempio concreto. Un taglio donna con piega che fai pagare 28 euro. Sembra un prezzo giusto, le clienti non si lamentano, il concorrente chiede 25, tu chiedi 28, ti sembra di stare bene.

Adesso facciamo i conti veri.
La collaboratrice che fa quel servizio ti costa, tra stipendio e contributi, circa 14 euro all’ora. Per fare taglio e piega ci mette un’ora e un quarto, quindi il costo del personale per quel servizio è circa 17,50 euro. Aggiungi il prodotto: shampoo, maschera, eventuale spray, circa 2 euro. Aggiungi la quota proporzionale di affitto, bollette, commercialista, assicurazione, che spalmata su ogni ora di lavoro del salone diciamo che sono altri 8 euro.

Totale costo di quel servizio: 27,50 euro. Tu lo fai pagare 28. Il tuo margine è di 50 centesimi. E non abbiamo ancora messo dentro le tasse.

In pratica stai lavorando un’ora e un quarto per regalare un servizio. E magari è il servizio che fai più spesso in salone, il che significa che il servizio su cui lavori di più è proprio quello che ti fa guadagnare di meno. O che ti fa perdere soldi.

Questo succede quando fai i prezzi guardando il concorrente invece di guardare i tuoi numeri.

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Perché il listino del concorrente non ti riguarda

Il parrucchiere accanto a te ha un affitto diverso dal tuo. Ha collaboratrici a un livello contrattuale diverso. Usa prodotti che costano diversamente dai tuoi. Ha un numero di postazioni diverso, un flusso di clienti diverso, costi fissi diversi.

Copiare il suo listino è come indossare le scarpe di un altro: magari hanno un bel design, ma se non sono della tua misura ti fanno solo venire le vesciche.
Il tuo listino deve partire da un unico punto: i tuoi costi. Non quelli del concorrente, non quelli che “il mercato” impone, non quelli che ti sembra giusto chiedere. I tuoi costi reali, calcolati servizio per servizio, con tutto dentro: personale, prodotto, struttura, tempo, tasse.

Una volta che sai quanto ti costa ogni servizio, aggiungi il margine che il salone deve produrre per stare in piedi e per darti uno stipendio dignitoso. E quel numero è il tuo prezzo. Se è più alto di quello del concorrente, non è un problema. È il tuo prezzo giusto.

Se una cliente non è disposta a pagarlo, non è la tua cliente. Meglio perderla che servirla in perdita, perché ogni cliente servita in perdita è un costo che paghi di tasca tua.

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Il menù servizi come strumento di margine

C’è un altro problema legato al listino che quasi nessun parrucchiere vede. Nella maggior parte dei saloni il menù servizi è un elenco piatto: taglio, piega, colore, meches, trattamento. Ogni servizio con il suo prezzo accanto. La cliente legge, sceglie quello che vuole, e tu esegui.

In questo modo sei tu che subisci la scelta della cliente, non sei tu che la guidi. E la cliente, lasciata da sola a decidere, sceglie quasi sempre il servizio che conosce già, che è quasi sempre il servizio base, che è quasi sempre quello con il margine più basso.

Il menù servizi dovrebbe essere costruito in modo da guidare la cliente verso i servizi che portano più margine al salone, presentandoli come la scelta naturale per il suo tipo di capello e per il risultato che vuole ottenere. Questo non significa vendere qualcosa che non le serve. Significa smettere di lasciare che sia la cliente a decidere al buio e iniziare a proporre con competenza la soluzione migliore per lei, che guarda caso è anche la più redditizia per te.

Quando il menù servizi è costruito bene, lo scontrino medio sale senza che tu debba forzare nessuna vendita. Sale perché la cliente percepisce più valore in quello che le proponi, ed è disposta a pagare di più per un servizio che sente su misura per lei.

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Quello che dovresti fare lunedì mattina

Prendi il tuo listino e per ogni servizio fai questo calcolo: quanto prodotto uso, quanto tempo ci metto, quanto mi costa la persona che lo esegue, e quanto pesano i costi fissi del salone su quell’ora di lavoro.

Metti tutto in una colonna.

Nell’altra colonna metti il prezzo che fai pagare.

La differenza tra le due colonne è il tuo margine.

Se su qualche servizio il margine è vicino allo zero o addirittura negativo, hai trovato il motivo per cui lavori tanto e a fine mese ti chiedi dove sono finiti i soldi.

A quel punto hai due scelte: o alzi il prezzo di quel servizio al livello giusto, o smetti di proporlo.

In entrambi i casi il salone inizia a respirare.

Se vuoi imparare a fare questo lavoro in modo strutturato, con qualcuno che ti guida passo passo attraverso i numeri del tuo salone, il 22 e 23 marzo a Tenuta Moreno a Mesagne, WOW Salon Academy e Wella Professionals organizzano due giornate dedicate esattamente a questo.

La prima edizione è andata sold out. Per il 22 e 23 marzo restano gli ultimi posti disponibili.
📅 22-23 marzo 2026
📍 Tenuta Moreno, Mesagne
WOW Salon Academy & Wella Professionals

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La prima edizione del corso “Da Parrucchiere a Imprenditore”, organizzata da WOW Salon Academy insieme a Wella Professionals, è andata sold out in pochi giorni.

Lo scorso 8 e 9 febbraio a Tenuta Moreno a Mesagne, un gruppo di titolari di salone ha lavorato per due giorni su quello che nessuno ti insegna a scuola di parrucchiere: come gestire il salone come un’impresa che produce margini veri e non solo fatturato che si dissolve tra costi e tasse.

Ecco le testimonianze di chi ha partecipato

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Chi ha partecipato è tornato a casa con una consapevolezza diversa.

Romina Vallone ha detto: “Mi viene tutto più chiaro. Capire come raccogliere i miei dati, i numeri e come gestire al meglio la mia attività.”

Paola di Epifani Parrucchieri: “Ho più consapevolezza del lavoro che faccio.”

Vanessa del Salone Lupo Parrucchieri: “Con dei numeri precisi la crescita è esponenziale.”

Dopo questi risultati abbiamo deciso di organizzare una seconda edizione:
22 e 23 marzo 2026, Tenuta Moreno, Mesagne.

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Il primo giorno si lavora sulla strategia: situazione del mercato, gestione del business, performance del salone, menù servizi ed esperienzialità del cliente.

Il secondo giorno si entra nei numeri: rivendita come leva di margine, merchandising, obiettivi misurabili e analisi di un conto economico reale.

A chi è rivolto il corso

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Il corso è rivolto ai titolari di salone che vogliono smettere di andare a sensazione e iniziare a gestire il proprio business con numeri chiari e decisioni consapevoli. 

Vuoi saperne di più?

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